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La Croce Rossa Svizzera è neutrale anche in occasione delle votazioni popolari

La Croce Rossa Svizzera (CRS) non interviene, in linea di principio, nei dibattiti referendari che non riguardano il suo mandato umanitario. Poiché la neutralità della Croce Rossa è indipendente dalla politica di neutralità della Svizzera, la CRS non formula alcuna raccomandazione nemmeno relativamente all’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera». Allo stesso tempo, la CRS sottolinea che il nome e l’emblema della Croce Rossa non devono essere utilizzati in modo improprio per campagne politiche.

Conformemente ai Principi fondamentali della Croce Rossa, la CRS non si esprime in linea di principio sui referendum, a condizione che l’esercizio del proprio mandato non venga influenzato dal possibile esito di una votazione. «La Croce Rossa Svizzera è neutrale anche rispetto agli oggetti posti in votazione, a meno che essi non compromettano l’adempimento della nostra responsabilità umanitaria», afferma la direttrice Nora Kronig.

Questo principio trova applicazione anche nell’ambito dell’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera»: il referendum sull’orientamento della politica di neutralità svizzera non ha ripercussioni dirette sull’impegno umanitario della CRS, che non formula pertanto alcuna raccomandazione in merito al progetto.

Tutela del nome e dell’emblema della Croce Rossa

In occasione del dibattito referendario, la CRS interviene contro qualsiasi uso improprio del nome e dell’emblema della Croce Rossa. La denominazione «Croce Rossa» e l’emblema della Croce Rossa sono protetti dal diritto internazionale e dalla legislazione nazionale. Questa protezione persegue un obiettivo umanitario fondamentale: l’emblema contraddistingue persone, strutture e materiale protetti ai sensi delle Convenzioni di Ginevra.

Un uso improprio indebolisce il ruolo di protezione

Qualsiasi uso improprio dell’emblema e del nome della Croce Rossa, anche in tempo di pace, compromette il ruolo di protezione esercitato da questo simbolo. Tale uso improprio può minare la fiducia nell’operato umanitario e, di conseguenza, l’efficacia stessa degli aiuti umanitari.

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