Comunicato stampa

Volontari contro la solitudine – Il servizio visite e accompagnamento della CRS

In Svizzera la solitudine colpisce una persona su tre e ad essere più a rischio sono le persone più avanti con gli anni. Il servizio visite e accompagnamento della Croce Rossa Svizzera (CRS) si prende cura di chi altrimenti passerebbe le giornate da solo. Nel 2020, nonostante le limitazioni dettate dalla pandemia, i volontari impegnati per questo importante servizio hanno svolto circa 120 000 ore di attività.

La solitudine è una sofferenza logorante che mina la salute mentale. Più si va avanti con gli anni, più si rischia di soffrirne: infatti, soprattutto se si hanno problemi di deambulazione e non si hanno persone vicine, fare nuove conoscenze e tenersi in contatto è difficile. Nel quadro dell’Indagine sulla salute in Svizzera del 2017, circa 70 000 persone anziane hanno dichiarato di sentirsi sole. La pandemia di coronavirus ha fatto peggiorare ulteriormente la loro situazione: hanno dovuto passare ancora più tempo isolate e coloro che vivevano in una casa di riposo non hanno potuto ricevere le visite dei loro cari. La sensazione di solitudine degli over 65 si è dunque ulteriormente acuita, come confermato anche da un’indagine della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale condotta nella primavera dello scorso anno.

Servizio visite e accompagnamento: di nuovo a pieno regime grazie alle misure di protezione

Il servizio visite e accompagnamento della CRS è una preziosa prestazione che durante l’emergenza coronavirus ha assunto un’importanza ancora maggiore. Offerto da 22 associazioni cantonali e con 9400 beneficiari, il servizio è stato costantemente adattato all’evoluzione della pandemia ed ha potuto così rimanere attivo. I volontari si sono tenuti in contatto telefonico con le persone assistite, sono andati a fare la spesa al posto loro e hanno reclutato nuove giovani leve. Da metà 2020 è stato adottato un rigido piano di protezione grazie al quale anche i volontari facenti parte di gruppi a rischio hanno potuto mettersi di nuovo al servizio dei più vulnerabili. Andreas Bircher, responsabile del servizio Sostegno della CRS, spiega che: «Grazie alle misure di protezione e al vaccino contro il coronavirus possiamo tornare a far visita e ad assistere chi ha urgente bisogno di noi».

I contatti sociali portano un po’ di novità in giornate altrimenti monotone e sono una prerogativa importante per una vita in salute. Proprio per questo i volontari e le volontarie della Croce Rossa vanno a prendere un caffè, fanno una passeggiata o una partita a carte con chi altrimenti passerebbe la giornata in completo isolamento. Il servizio è gratuito e flessibile: si può decidere di incontrare ogni settimana la propria persona di fiducia o chiedere un aiuto occasionale per un giorno specifico. Possono beneficiare dell’offerta persone al di sopra dei 65 anni o malate, che vivono isolate o hanno problemi di deambulazione.

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