10. Marzo 2021

Disastro naturale

Tsunami in Giappone

Dieci anni fa il nord-est del Giappone veniva colpito da un terremoto e da un devastante tsunami. L’incredibile slancio di solidarietà della popolazione svizzera ha permesso alla CRS di fornire soccorsi d’emergenza efficaci e di offrire un valido aiuto alla ricostruzione.

L’11 marzo 2011 il nord-est del Giappone veniva colpito da un terremoto di magnitudo 9.1 della scala Richter. Grazie alla qualità delle costruzioni antisismiche locali, la scossa in sé ha provocato poche vittime, mentre il successivo tsunami che si è abbattuto con violenza sulle coste del Paese ha causato 15 000 morti, 6000 feriti, 140 000 sfollati e ingenti danni materiali. Anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima è stata una delle conseguenze dirette del terremoto.

L’impegno di migliaia di volontari

Grazie alla sua eccellente preparazione nella gestione delle catastrofi e a un’organizzazione solida, la Croce Rossa Giapponese ha potuto prestare soccorsi immediati dopo il terremoto. Migliaia di volontari hanno lavorato giorno e notte per soccorrere le persone ferite e che avevano perso la loro casa. Nella fase successiva ha potuto realizzare gran parte del lavoro di ricostruzione su incarico del governo giapponese.

Intensa opera di ricostruzione

La Croce Rossa Svizzera (CRS) si è impegnata al fianco della Società consorella giapponese mettendo a disposizione 1 milione di franchi per finanziare alloggi temporanei e l’acquisto di elettrodomestici quali bollitori, pentole a pressione e frigoriferi. Ha inoltre immediatamente inviato sul posto nove squadre cinofile REDOG per la ricerca dei superstiti.

Ma è soprattutto nelle attività di ricostruzione che la CRS ha dato un aiuto fondamentale al Giappone, finanziando progetti per un totale di quasi 23 milioni di franchi. Lorenz Indermühle, vice responsabile del dipartimento Cooperazione internazionale della CRS, spiega: «La generosità della popolazione svizzera ha permesso alla CRS di fornire un aiuto diretto. Siamo orgogliosi del fatto che, insieme a Caritas, alla Catena della Solidarietà e alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione, la nostra organizzazione abbia potuto avviare e portare a termine uno dei primi progetti di ricostruzione della Croce Rossa Giapponese». È nel quadro di queste attività che l’ospedale Onagawa di Miyagi è stato adattato al nuovo contesto demografico e inaugurato ancora prima che la prima abitazione della città venisse ricostruita. Tra il 2011 e il 2013 sono state inoltre rimesse in funzione diverse scuole dell’infanzia nella prefettura di Iwate.

Preparata ad affrontare le catastrofi

Questo tragico evento ha insegnato molto alla Croce Rossa Svizzera, che da allora ha sviluppato ed esercitato la sua capacità di risposta alle catastrofi anche all’interno del nostro Paese. E nel 2020, allo scoppio della pandemia di coronavirus, ha potuto servirsi delle competenze maturate per coordinare le attività di gestione dell’emergenza in tutta la Svizzera.

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