Ordinanza sul materiale bellico

La CRS critica l’allentamento delle disposizioni sull’esportazione di materiale bellico

La Croce Rossa Svizzera (CRS) è preoccupata per la decisione del Consiglio federale di allentare le norme sull’esportazione di materiale bellico. Vi è così il rischio che le armi svizzere vengano impiegate contro la popolazione civile in paesi lacerati da conflitti interni.

La Croce Rossa Svizzera (CRS) si adopera affinché le esportazioni di materiale bellico siano sottoposte a severe norme internazionali e affinché non vengano autorizzate esportazioni verso Stati coinvolti direttamente o indirettamente in conflitti armati. Il direttore della CRS, Markus Mader, ha confermato la posizione dell’organizzazione nella lettera inviata a maggio, all’inizio della sessione estiva, ai membri del gruppo parlamentare CRS.

La CRS è delusa dal fatto che il Consiglio federale abbia ora deciso di approvare, sotto determinate condizioni, l’esportazione di materiale da guerra anche verso Stati implicati in conflitti armati interni. La pratica seguita dal 2016 verrà così messa per iscritto e porterà a un sensibile allentamento dell'ordinanza sul materiale bellico.

Con tali esportazioni si mette in conto il fatto che le armi svizzere potranno essere utilizzate nei conflitti interni e colpire anche i civili. La protezione della popolazione civile nei conflitti armati, una delle principali preoccupazioni di Henry Dunant, e il rispetto del diritto internazionale umanitario devono avere la massima priorità al momento di valutare la possibilità di esportare materiale bellico. Portare aiuto alla popolazione nell’emergenza diviene sempre più difficile e la consegna di materiale da guerra può sensibilmente peggiorare la situazione. La decisione del Consiglio federale indebolisce inoltre la posizione a livello internazionale della Svizzera, che da anni si impegna per norme più restrittive nel campo del commercio delle armi. La CRS è oltremodo preoccupata da questa evoluzione.