Conflitto siriano

Siria: Dieci interminabili anni

La Croce Rossa Svizzera (CRS) presta soccorsi in Siria dall’inizio del conflitto nel 2011. Nel 2018 la creazione di un ufficio a Damasco sembrava riaccendere un barlume di speranza. Ma la situazione è sempre tragica: nel nord del Paese la guerra infuria ancora e costringe alla fuga decine di migliaia di persone. A peggiorare la situazione si aggiungono una drammatica crisi economica, il coronavirus e catastrofi naturali come incendi e inondazioni. Dai contatti con tanti siriani e siriane i collaboratori della CRS attivi sia in Svizzera che all’estero raccontano di tanto dolore ma anche di incontri davvero speciali.

Maya Helwani, delegata della CRS a Damasco

«Non possiamo più limitarci a distribuire pacchi di viveri. Qui la gente deve ricostruirsi una vita, ma fatica a farlo soprattutto a causa della crisi economica e del coronavirus. Per questo la CRS si occupa di assicurare un sostegno sul lungo periodo: nel 2021 porterà avanti il suo programma di aiuti, tramite il quale le famiglie ricevono galline e pecore per ricominciare. Prenderà inoltre il via un programma di aiuti in denaro, che costituirà un contributo fondamentale per i più vulnerabili, le cui entrate si sono drasticamente ridotte. Proseguirà anche l’installazione di pompe idriche nella provincia di Deir-Ezzor, così come il nostro sostegno alla Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana, che aiutiamo ad equipaggiare le ambulanze, a formare il personale sanitario e ad arginare la diffusione del coronavirus. Il nostro impegno sul posto sul lungo periodo va a beneficio dello sviluppo della Società nazionale».

Danilo Mezzadri, assistente sociale del Servizio CRS per richiedenti l’asilo e rifugiati di Uri

«Su mandato del Canton Uri offriamo assistenza ai richiedenti l’asilo. Sono sempre di più le siriane e siriani fuggiti dalla guerra che si rivolgono a noi. Persone a cui presto assistenza, che mi ricompensano facendomi dono della loro conoscenza e della loro cultura. Con le loro storie, questa guerra sì è fatta più vicina anche per me».

Petra Meyer, specialista Migrazione del servizio di consulenza della CRS per visti umanitari

«Ogni giorno assistiamo alla disperazione, allo stress e ai sensi di colpa di chi è fuggito dalla Siria. Persone che oggi hanno una vita sicura in Svizzera, ma i cui parenti sono tuttora minacciati dalla guerra. Purtroppo spesso il visto umanitario è l’unica possibilità per richiedere protezione internazionale in maniera sicura e legale. Il nostro servizio è al fianco delle persone bisognose di protezione la cui vita o integrità fisica è minacciata e di chi vuole ricongiungersi con la famiglia».

Sabrina Stucki, psicoterapeuta dell’Ambulatorio CRS

«Dal 2019 il gruppo di pazienti più rappresentato al nostro Ambulatorio per le vittime della tortura e della guerra proviene dalla Siria; sono persone che vivono profonde sofferenze psicologiche. Le terapie di elaborazione del trauma danno risultati soprattutto quando la possibilità che si verifichi un nuovo trauma è esclusa o molto remota. Ma purtroppo chi è fuggito dalla Siria corre il rischio costante di apprendere della morte di una persona cara. A rendere ancora più difficile il processo sono anche i sensi di colpa dovuti al fatto di vivere in un posto sicuro e l’enorme senso di responsabilità nei confronti dei parenti in Siria».

Dorothee Pujol, responsabile Integrazione presso la CRS Grigioni

«Per muovere i primi passi in un Paese straniero e integrarsi possono essere utili incontri regolari con la popolazione locale. Le nostre offerte di integrazione Assistenza individuale e Da pari a pari mirano proprio a questo: spesso da questi incontri tra la popolazione migrante e i nostri volontari nascono vere e proprie amicizie».

Jean-Paolo Spoto, specialista del Servizio ricerca CRS

«Spesso le famiglie siriane residenti in Svizzera si rivolgono a noi quando un loro parente in Siria è stato arrestato. In genere non hanno notizie di persone care per anni: per questo per loro è importante che chi è scomparso non vada dimenticato. Il nostro servizio è al fianco delle famiglie siriane in Svizzera durante l’estenuante fase di ricerca. Purtroppo la possibilità di fare ricerche sul posto è limitata».

La Croce Rossa nelle vicinanze

Panoramica delle offerte nella Sua regione

Newsletter