A casa ma mai più soli

Servizio visite e accompagnamento della CRS

Le giornate tutte uguali di Maria Marinelli, 85 anni, hanno ritrovato un po’ di colore da quando la volontaria della Croce Rossa Silvina Valente, 49 anni, la va a trovare. Tra le due è nata un’amicizia, resistita anche alla pandemia di coronavirus.

Testo: Joëlle Scacchi

Due anni fa Silvina Valente, residente a Losanna, ha preso una decisione importante: impegnarsi per essere d’aiuto a qualcuno. Si è quindi rivolta alla Croce Rossa vodese, diventandone volontaria nonostante un lavoro da infermiera quasi a tempo pieno e un figlio piccolo. «L’impegno sociale è molto importante per me», racconta.

Servizio di visite volontarie

Due anni fa anche Maria e Antonio Marinelli hanno preso una decisione importante: iscriversi al servizio visite e accompagnamento della Croce Rossa Svizzera (CRS) della loro regione. Per Maria Marinelli, che nel frattempo ha spento 85 candeline, non è facile avere il marito come unica compagnia e dover dipendere quasi totalmente da lui.

Oggi Antonio Marinelli ha 86 anni, gode ancora di perfetta salute ed è lui ad occuparsi della casa e di Maria, le cui condizioni di salute gli danno non poco da fare. Ogni mattina va a fare la spesa e una o due volte alla settimana accompagna la moglie in macchina ai suoi appuntamenti dal fisioterapista. Il resto delle giornate, però, Maria Marinelli lo trascorre in casa, dove ben poche persone la vanno a trovare.

Un abbinamento perfetto

È la Croce Rossa vodese a mettere in contatto Silvina Valente e Maria Marinelli. Fra le due scocca subito la scintilla. L’anziana signora desidera trascorrere del tempo con qualcuno che parli la sua lingua e Silvina Valente, che ama viaggiare e parla sette lingue, desidera mantenere vive le sue conoscenze di italiano.

«Silvina è incredibile! Per me è come una figlia.»

Maria Marinelli

In questi anni tra le due donne si è venuto a creare un legame forte. «Silvina è incredibile! Per me è come una figlia», racconta emozionata Maria Marinelli. Quando si incontrano bevono caffè parlando del lavoro dell’infermiera e rievocando il passato. Fino a marzo 2020, prima dello scoppio della pandemia di coronavirus, le passeggiate con Silvina Valente erano i momenti più piacevoli nella settimana dell’anziana signora.

Insieme contro la solitudine

Per quasi un anno Maria Marinelli si è sentita profondamente sola. Per fortuna Silvina Valente è riuscita a mantenere vivo il loro legame chiamandola regolarmente al telefono. «Un regalo del cielo in questi tempi duri», racconta la signora, che però ha vissuto questi mesi sempre in preda al timore della malattia e della solitudine. Anche alla volontaria sono mancati i loro incontri. Entrambe hanno atteso con ansia di potersi rivedere e quel momento è finalmente arrivato: ora che tutte e due sono state vaccinate il loro appuntamento settimanale ha potuto riprendere. «Quando ho deciso di cominciare a fare volontariato, lavoravo solo al 50 per cento e avevo più tempo. Oggi lavoro più giorni a settimana, ma non potrei mai immaginare di lasciare Maria da sola!».