Custodia di bambini a domicilio CRS

Ben più che una soluzione d’emergenza

Il servizio di custodia di bambini a domicilio va in soccorso di famiglie che si trovano in difficoltà per motivi di diversa natura, come problemi che affliggono i genitori o la malattia di un figlio. La famiglia Schwab, ad esempio, deve convivere con la malattia della madre, affetta da sclerosi multipla, e con la grave forma di ADHD di cui soffre uno dei figli.

Testo: Katrin Schöni    

Il destino non è stato clemente con Susanna Schwab. Dopo il divorzio dal padre dei suoi due figli maggiori, la giovane madre deve ricostruirsi una vita. All’inizio conciliare il lavoro con il suo ruolo di mamma single le riesce bene e può tirare un sospiro di sollievo poi, dopo qualche tempo, si innamora di un collega e presto aspetta un bambino. Ma questo momento di felicità dura poco: durante la gravidanza il suo compagno la lascia e non vuole saperne niente del nascituro.

Un bimbo diverso dagli altri
Leandro nasce il 30 ottobre 2011. Ancora una volta Susanna Schwab deve provvedere da sola alla famiglia. Si rende rapidamente conto che il piccolo cresce in maniera diversa rispetto ai suoi fratelli maggiori: Leandro evita il contatto visivo e sembra avere difficoltà di apprendimento. Vengono svolti esami approfonditi, poi segue la diagnosi: Leandro è affetto da una grave forma di ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività. «Per me non è stata una sorpresa, una mamma le sente certe cose. Sapere perché Leandro non si comportava come gli altri bambini mi ha aiutata molto».

«Un bambino affetto da ADHD non è malato. Dobbiamo solo trovare delle soluzioni per gestire la situazione. Grazie a Leandro ho imparato molto.»

Come se occuparsi di tre figli non fosse già abbastanza, soprattutto considerate le attenzioni e il tempo di cui necessita Leandro, Susanna Schwab sospetta di avere qualcosa che non va. Soffre di svenimenti, vuoti di memoria, prova una grande stanchezza e dolori al braccio. «Conosco molto bene il mio corpo. Ho sentito che quei sintomi erano allarmanti ed ero sempre più preoccupata», spiega. Gli accertamenti medici conducono a una diagnosi impietosa: sclerosi multipla. «Non ce la facevo più. Gli insopportabili dolori al braccio, gli analgesici che mi spossavano e l’assistenza continua a Leandro mi hanno causato un crollo psicofisico», ricorda la donna.

Susanna Schwab decide di chiedere aiuto alla Croce Rossa solettese. Harieta Friedli, 47 anni, l’assistente della CRS che le viene in soccorso, si occupa del bambino da inizio 2018. Viene regolarmente a trovarlo il sabato pomeriggio. I due giocano insieme, ridono e scherzano, fanno passeggiate. Quando si salutano, il piccolo si stringe alla simpatica assistente e non la lascia più andare. Non c’è da stupirsi: con il suo modo di fare tranquillo, lo sguardo affettuoso e il suo sorriso sincero, Harieta emana gentilezza e calore. «Harieta è un vero angelo. Per me è importante che Leandro si senta a proprio agio», dichiara Susanna Schwab.

«Ora grazie alla Croce Rossa posso regolarmente ricaricare le batterie e questo mi ridà coraggio.»
 

Un po’ di tempo per ricaricare le batterie
«Grazie alle visite regolari di Harieta mi sento meglio. Ho imparato ad approfittare di questo tempo libero per recuperare». Susanna Schwab continua a emanare una forza incredibile malgrado tutte le avversità che ha dovuto affrontare, ma non può trattenere le lacrime quando pensa al futuro: «Ho paura che non potrò trascorrere tutto il tempo che vorrei con i miei figli. Ho paura che la malattia diventi troppo invalidante e che mi vengano tolti i ragazzi perché non sarò più in grado di occuparmi di loro».

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