Servizio di consulenza per i visti umanitari

Evoluzione dal 2013 e aumento dell'influsso della CRS sul rilascio di visti

Dalla fine del 2013 il Servizio di consulenza per i visti umanitari offre consiglio a persone principalmente provenienti dalla Siria, la cui vita e integrità fisica sono minacciate nel loro paese di origine e che desiderano entrare in Svizzera legalmente. L'ottenimento di un visto umanitario è infatti l'unica alternativa da quando la possibilità di domandare asilo presso le ambasciate è stata revocata.*

Visti Siria I
A settembre 2013 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha emanato l'istruzione «Rilascio agevolato di visti per visita a familiari siriani» (Siria I). Conformemente alla disposizione, tra settembre 2013 e la fine del 2014 la SEM ha rilasciato 4673 visti umanitari. 2060 dei beneficiari, ossia il 44%, hanno ricevuto consulenza e una garanzia finanziaria sussidiaria dalla Croce Rossa Svizzera (CRS). Alla fine di novembre 2013 l'istruzione Siria I è stata revocata, mantenendo tuttavia valida la possibilità di entrare nel paese con un visto umanitario per le persone la cui vita o incolumità fisica erano seriamente e concretamente minacciate. Nel 2015 la SEM ha rilasciato altri 666 visti nell'ambito dell'istruzione. La CRS ha fornito sostegno in 228 casi (34%). 


       
Il sostegno della CRS nell’ambito di Siria I è stato necessario principalmente per fornire consulenza e una garanzia finanziaria sussidiaria a coloro che soddisfacevano i criteri per il rilascio di un visto, ma non quelli delle disposizioni finanziarie modificate contenute nei commenti del 4 novembre 2013 all’istruzione del 4 settembre 2013. In tale contesto la CRS ha inoltre finanziato fino alla fine del 2016 i voli aerei di 1658 persone che avevano ottenuto un visto, ma non disponevano dei mezzi per il viaggio in Svizzera. **

Visti Siria II
Su decreto del Consiglio Federale, dal 6 marzo 2015 le persone provenienti dalla Siria ammesse provvisoriamente (permesso F) possono farsi raggiungere in Svizzera dai propri familiari stretti (coniugi e figli minori) tramite il rilascio di un visto umanitario se la famiglia è stata separata durante la fuga.
Nel 2015 la SEM ha rilasciato 129 visti Siria II. 39 dei beneficiari (30%) avevano ottenuto consulenza dalla CRS.
Nel 2016 la SEM ha rilasciato 202 visti Siria II. 88 dei beneficiari (44%) avevano ottenuto consulenza dalla CRS.

Le lunghe procedure d’asilo rappresentano uno dei maggiori ostacoli di Siria II. Una persona, fintantoché si trova nel corso di una procedura di asilo, non può infatti né richiedere un regolare ricongiungimento familiare in qualità di rifugiato riconosciuto né avvalersi di Siria II. In molti casi la situazione dei familiari rimasti in Siria è disastrosa; spesso la moglie è sola con i figli minorenni. La CRS è intervenuta presso la SEM nel caso di famiglie particolarmente colpite dal conflitto siriano oppure bisognose di cure mediche non garantite sul posto. In situazioni del genere la SEM ha rilasciato più volte dei visti per i familiari, anche se la procedura di asilo della persona in Svizzera non era ancora giunta a termine.

Visti umanitari
La CRS ha dato il via al suo lavoro di consulenza sui visti umanitari a partire dalla revoca dell’istruzione Siria I. Da allora tutti i richiedenti hanno ricevuto consulenza e sostegno al riguardo, a prescindere dal loro paese d’origine. Tra settembre 2013 e la fine del 2014 la SEM ha rilasciato in totale 262 visti umanitari. 82 dei beneficiari (31%) erano stati consigliati e aiutati dalla CRS nella domanda di visto.

Nel 2015 la SEM ha rilasciato in totale 240 visti umanitari. 148 di queste persone (62%) avevano ricevuto consulenza e sostegno dalla CRS. 64 persone (27%) hanno potuto ottenere un visto umanitario soltanto in seguito all’intervento diretto della CRS presso la SEM mediante una valutazione preliminare.

Nel 2016 la SEM ha rilasciato in totale 210 visti umanitari. 123 di queste persone (59%) avevano ricevuto consulenza e sostegno dalla CRS. 66 persone (31%) hanno potuto ottenere un visto umanitario soltanto in seguito all’intervento diretto della CRS presso la SEM mediante una valutazione preliminare.

La maggior parte delle persone che hanno ricevuto un visto dopo essersi messe in contatto con la CRS oppure essere state aiutate da quest’ultima proveniva dalla Siria. Alcuni visti sono stati rilasciati anche a persone provenienti da Eritrea, Etiopia e Afghanistan.


     
La procedura per richiedere un visto umanitario rappresenta già di per sé un grande ostacolo per i richiedenti. Nel caso dei siriani, ad esempio, ciò è dovuto all’assenza di rappresentanze diplomatiche nel paese di origine nonché alla mancanza di informazioni e di indicazioni riguardanti la procedura da parte delle autorità svizzere.
La CRS svolge quindi un compito fondamentale informando gli interessati sulla procedura di rilascio, fornendo le indicazioni necessarie all’ottenimento di un visto e, nei casi più gravi, intervenendo direttamente presso la SEM con la richiesta di una valutazione preliminare.

Numero di persone assistite dal Servizio di consulenza per i visti umanitari CRS
Dal 2013 il numero di persone assistite dal Servizio di consulenza è raddoppiato di anno in anno: da 250 tra settembre 2013 e la fine del 2014 a 500 nel 2015 sino a 1174 nel 2016.


 
Queste cifre dimostrano da un lato la crescente notorietà del Servizio di consulenza e dall’altro la grande necessità di accesso a un sistema di protezione internazionale.

Conclusioni 
Tutti i tipi di visto rappresentano degli strumenti importanti affinché coloro la cui vita e integrità fisica sono minacciate possano entrare in Svizzera legalmente. Al contempo, però, i grafici mostrano chiaramente che per i richiedenti l’accesso a tali strumenti umanitari è costellato di ostacoli. Il fatto che tra un quarto e oltre la metà delle persone che al termine della procedura ottengono un visto siano state consigliate o addirittura accompagnate per lunghi periodi dalla CRS dimostra quanto è difficile per gli interessati richiedere e ottenere un visto autonomamente. L’importanza dell’opera della CRS è inoltre provata dall’aumento della percentuale di persone entrate in possesso di tale documento nell’ambito di Siria II e dei visti umanitari dopo l’avvio del Servizio di consulenza. 

La procedura di rilascio di un visto a persone la cui vita e integrità fisica sono in pericolo dovrebbe essere impostata in modo tale da impedire che gran parte delle persone siano costrette a imbattersi in ostacoli strutturali. Il lavoro di advocacy della CRS in questo ambito è pertanto centrale. La CRS continua a impegnarsi presso le autorità svizzere per sensibilizzarle in merito ai punti seguenti:

  • accesso delle persone interessate alle rappresentanze svizzere per la presentazione di domande;
  • informazioni chiare destinate agli interessati sulla procedura di ottenimento di un visto;
  • eliminazione degli ostacoli strutturali tra cui, ad esempio, la lunga procedura d’asilo (nell’ambito di Siria II);
  • stretto accompagnamento dei richiedenti in casi di particolare gravità;
  • trasmissione di informazione alla SEM in merito a casi particolarmente precari.

*La Svizzera concede visti di entrata nel paese a richiedenti di protezione internazionale anche nell’ambito di programmi di reinsediamento e ricollocazione. Le possibilità di richiederli attivamente sono tuttavia poche.
I visti rilasciati nell’ambito di Siria I e di Siria II si basano su indicazioni specifiche, ma sono perlopiù visti umanitari.

**Il finanziamento è stato reso possibile dal legato di un ex rifugiato della Seconda guerra mondiale la cui famiglia venne aiutata dalla CRS.