Aiuto a bambini e giovani traumatizzati

«Mai più sola con le mie paure»

I giovani profughi sono spesso vittime di traumi. Hanno vissuto episodi di violenza, interiorizzato le paure dei genitori, soffrono per aver perso la casa o sono stati sopraffatti dalla generale condizione di insicurezza. Yara, 9 anni, è una di loro: ormai non c’è più traccia della bambina spensierata di un tempo. L’offerta START dall’Ambulatorio per vittime della tortura e della guerra della CRS la aiuta ad affrontare le sue paure.

Sette bambini sono intenti a dipingere il loro «porto sicuro». Non ci sono consegne, ma i disegni rappresentano spesso lo stesso posto: la casa in cui vivevano con i genitori, quella che hanno dovuto lasciare. È un ricordo che, pur essendo collegato alla guerra, rievoca anche sensazioni di sicurezza e tranquillità. È un’immagine che li fa stare bene. Tutti i bambini del gruppo in questo centro d’asilo sono profughi e mostrano segni di trauma. 

START: UN’OFFERTA DI SOSTEGNO PSICOSOCIALE DI FACILE ACCESSO L’acronimo START sta per StressTraumasymptoms-Arousal-Regulation-Treatment. È un corso che insegna a giovani e bambini a riconoscere come corpo e mente reagiscono a situazioni di stress. Dodici lezioni durante le quali vengono presentati, ripetuti e discussi soprattutto esercizi di rilassamento e per la stimolazione emotiva. L’obiettivo principale è rendere i giovani consapevoli dei propri bisogni, e lo scambio reciproco fa capire ai partecipanti che anche gli altri bambini condividono le loro stesse paure e necessità. I bambini vengono coinvolti nel corso quanto prima possibile, subito dopo il loro arrivo in Svizzera, direttamente nei centri d’accoglienza o nelle classi. Un simile intervento permette di riconoscere per tempo e curare la presenza di eventuali traumi. 

Yara* è una di loro. Quando aveva otto anni, un giorno il padre l’ha svegliata nel bel mezzo della notte dicendole: «È arrivato il momento». Dall’Iraq, la bimba ha potuto portare con sé solo il suo orsacchiotto, il resto ha dovuto lasciarlo: amici, parenti, tutto il suo mondo. Yara, che oggi ha nove anni ed è in Svizzera da appena uno, disegna anche lei la sua casa in Iraq. Con la matita ne traccia attentamente i contorni, dai suoi occhi traspare tutta la sua concentrazione. Samuel Bieri, psicoterapeuta e capogruppo di START ricorda ancora com’era Yara all’inizio, così timida che quasi non ci si accorgeva della sua presenza. Parlando del proprio ruolo di capogruppo spiega: «Voglio che giovani e bambini sviluppino un senso di appartenenza. Voglio che capiscano che nel mondo c’è un posto anche per loro». 

Il corso START

Il programma START viene offerto ai giovani traumatizzati il prima possibile dopo il loro arrivo in Svizzera, direttamente nei centri d’accoglienza o nelle classi. Il corso prevede esercizi sotto forma di gioco per migliorare la consapevolezza di sé: i partecipanti imparano così a distinguere e riconoscere pensieri, emozioni e sensazioni. È un grande aiuto per affrontare le situazioni di stress.

«Grazie a tutto ciò che imparano, i bambini vittime di traumi come Yara riescono a controllare sempre meglio pensieri ed emozioni».

Samuel Bieri, psicoterapeuta e capogruppo di START

Già dopo un paio di sedute, Samuel Bieri inizia a notare dei cambiamenti positivi in Yara: è più sicura di sé, e a volte osa addirittura farsi avanti. Subito ci si accorge che la bambina ha talento e che le piace muovere il proprio corpo, con il quale ha un ottimo rapporto. Guardandola muoversi, si capisce subito che la diverte sperimentare sempre nuovi esercizi. Con il tempo Yara ha iniziato a mostrare con orgoglio ciò di cui è capace, dando prova anche di una rinnovata fiducia in sé stessa.

Va bene essere arrabbiati

Ma, grazie al corso, Yara impara anche molto altro. Scopre che anche gli altri bambini lottano contro le sue stesse paure; si svegliano di notte in preda agli incubi e spesso, durante il giorno, ricordano eventi orribili. Ormai appartengono al passato, ma per loro sono ancora lì davanti ai loro occhi. Anche agli altri bambini succede di essere assaliti da emozioni forti come paura o rabbia e di perdere il controllo, finendo per sentirsi indifesi e impotenti. Yara capisce così che anche gli altri bambini del gruppo lottano contro le sue stesse paure e i suoi stessi problemi. Poi, in un momento di pausa, si avvicina a Samuel Bieri e lo ringrazia. Gli dice grazie, perché le ha mostrato che ogni tanto è normale sentirsi arrabbiati. Oggi Yara sa riconoscere meglio le proprie emozioni e sta imparando ad ascoltarle. Samuel Bieri è felice di questo successo e racconta: «Grazie a tutto ciò che imparano, i bambini come Yara riescono a controllare sempre meglio pensieri ed emozioni».

START è solo l’inizio

START permette di cominciare a imparare a gestire le proprie emozioni e a conoscere le proprie sensazioni. Ma la strada è spesso lunga, e in molti casi sono necessarie ulteriori terapie. Yara, però, ha trovato un modo per stare meglio.All’ultima seduta è corsa verso Samuel Bieri con gli occhi che le brillavano. Le è venuta un’idea: vuole provare una lezione di ginnastica o iniziare a nuotare regolarmente. Questa bambina, un tempo così impaurita, oggi ha sempre maggiore fiducia in sé stessa e capisce meglio le sue esigenze. 

* Per la tutela della privacy i nomi sono stati cambiati e sono state utilizzate foto di repertorio.