12. Novembre 2020

Al fianco degli anziani in Kirghizistan

Non li lasciamo soli

Come tante altre persone avanti con gli anni che vivono nelle zone urbane del Kirghizistan, Aitbubu Soltonalieva non ha parenti che si prendano cura di lei e vive in condizioni di grande povertà. Ma fortunatamente la Mezzaluna Rossa Kirghisa è venuta a conoscenza della sua situazione: oggi una giovane volontaria offre alla signora tutte le attenzioni di cui ha bisogno.

Per tanti anni Aitbubu Soltonalieva ha passato il Natale da sola. Oggi però la sessantaquattrenne, che ha trascorso tutta la vita nella cittadina kirghisa di Tokmok, ci mostra orgogliosamente una foto. La vediamo circondata da altre persone, lo sguardo sorridente rivolto all’obiettivo. È la più giovane nel club per anziani della Mezzaluna Rossa Kirghisa, un posto dove può cantare, fare lavoretti manuali e festeggiare il Natale in compagnia.

Come molti suoi connazionali, con il crollo dell’Unione Sovietica ha perso il lavoro e non ha più avuto entrate a sufficienza per vivere.

Due anni fa la Mezzaluna Rossa Kirghisa è venuta a conoscenza della situazione difficile della donna. Da otto anni è affetta da poliartrite, che le causa costanti dolori laceranti. Non può uscire di casa senza deambulatore e non riesce più a occuparsi delle faccende domestiche. Aitbubu Soltonalieva, dal carattere aperto e intraprendente, si è ritrovata a non avere più contatti col mondo esterno.

Si è sposata presto, ad appena 17 anni. Un anno dopo arriva la sua unica figlia. Ma dopo quattro anni il suo matrimonio finisce, sono ricordi che fanno male. Ai tempi dell’Unione Sovietica aveva un buon lavoro come segretaria, a un certo punto era addirittura diventata vicedirettrice di un’azienda locale. Ma con il crollo del regime sovietico l’economia del Paese subisce una dura battuta d’arresto e Aitbubu Soltonalieva, che all’epoca ha 39 anni, perde il lavoro. Un destino comune anche a tanti suoi connazionali. Da allora ha provato più volte a cercarsi un impiego, ma non è mai riuscita a guadagnare abbastanza per vivere.

Nessuno con cui parlare

Oggi Aitbubu Soltonalieva vive in una casupola di due stanze che prima era un negozio. La sua piccola camera da letto le fa anche da dispensa. Oltre alla piccola credenza dietro al letto, nella stanza trova posto anche un frigorifero: in cucina non c’è abbastanza spazio. D’estate cucina in giardino su un fornelletto di fortuna e, dal momento che la casa non è allacciata alla rete idrica, deve rifornirsi d’acqua tramite una vecchia pompa faticosa da manovrare. Il bagno è costituito da una piccola latrina fuori dalla casa ed è sprovvisto di doccia.

In Kirghizistan nei mesi più freddi dell’anno il termometro può scendere fino a toccare i −20 gradi. Due anni fa in pieno inverno la signora ha esaurito le riserve di carbone: non aveva soldi per comprarne ancora e stava per morire assiderata. La Mezzaluna Rossa locale ha provveduto a fornirle altro carbone e fino al giorno della consegna l’ha ospitata in una sua struttura.

Per racimolare un po’ di denaro Aitbubu Soltonalieva coltiva qualche ortaggio. Infatti, nonostante conduca una vita molto modesta, la sua misera pensione, pari all’equivalente di 59 franchi al mese, non le permette di affrontare tutte le spese. Basti pensare che soltanto per procurarsi le medicine di cui ha bisogno deve spendere 75 franchi al mese. Spesso fa debiti in farmacia, a volte le dà una mano il fratello minore. La Mezzaluna Rossa Kirghisa la sostiene donandole pacchi alimentari. «La Mezzaluna Rossa mi dà un grande aiuto», racconta la signora visibilmente riconoscente. «Mi hanno teso una mano nel momento del bisogno».

La volontaria si occupa delle faccende domestiche due volte a settimana. Quando non può andare si premura sempre di fare almeno una telefonata. 

La solitudine è lo spettro che le fa più paura, non avere qualcuno che la stia ad ascoltare. «La mia tristezza è quasi sempre dovuta al fatto che sono sola». Non ha più contatti con la figlia, ma di questo non vuole parlare. È una ferita che fa troppo male. Si lascia sfuggire solo un commento: «Ho fatto tutto il possibile per far sì che mia figlia avesse una vita migliore».

Sentirsi di nuovo utili

Ma è anche per questo che è così felice quando Ayana Kadyrova va a trovarla. La giovane ha sedici anni ed è una volontaria della Mezzaluna Rossa Kirghisa. Va a farle visita due volte a settimana da sei mesi: le regala un po’ di premurose attenzioni e le dà una mano con le faccende domestiche. Nei giorni in cui non può andare, non dimentica mai di farle una telefonata la sera. Ayana Kadyrova ha seguito una formazione di primo soccorso e un corso di assistenza offerti dalla Mezzaluna Rossa locale, nei quali ha imparato a comunicare con persone affette da demenza o da handicap visivi e uditivi. La giovane volontaria si occupa di fare la spesa, pagare le bollette, acquistare le medicine, aiutare la signora nelle pulizie. Ma soprattutto, passa del tempo con lei.

Non appena sente la volontaria arrivare al cancello, il viso di Aitbubu Soltonalieva è subito illuminato da un sorriso. Va ad aprirle piena di aspettativa e la saluta affettuosamente. Riesce a stento a trattenersi dalla voglia di abbracciarla. «Ayana si interessa a me, mi fa sentire di nuovo utile», racconta la signora. In poco tempo tra le due si è instaurato un legame profondo. «Aitbubu per me è come una nonna», racconta la volontaria. Nei momenti difficili può sempre contare sui suoi saggi consigli e da lei sta imparando molte cose: ad annaffiare i fiori, a lavorare nell’orto e a fare le pulizie. Ayana è ancora giovane, ma ha un grande cuore ed empatia da vendere. La madre le ha insegnato a prendersi cura di chi ne ha bisogno.

La Mezzaluna Rossa ha restituito ad Aitbubu Soltonalieva fiducia in sé stessa e momenti degni di essere vissuti. Ora la signora frequenta il suo club per anziani e aspetta sempre con impazienza il momento in cui la musica comincia a suonare. Allora si precipita subito sulla pista da ballo aiutandosi con un bastone. Per un attimo, angosce e malattie sono lontane.