Abusi

Emblemi protetti dal diritto internazionale umanitario

I tre emblemi del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sono protetti dal diritto internazionale umanitario e il loro impiego è disciplinato dalle Convenzioni di Ginevra e dai loro Protocolli aggiuntivi.

Gli Stati che hanno ratificato le Convenzioni di Ginevra sono tenuti ad adottare una legislazione in materia all’interno dei loro confini nazionali e a prevenire eventuali abusi tramite misure informative. In Svizzera, ad esempio, la protezione dell’emblema è regolata dalla legge federale concernente la protezione dell’emblema e del nome della Croce Rossa.

Vi sono tre forme di abuso:

  1. Imitazione: utilizzo di un simbolo che può essere confuso con uno degli emblemi riconosciuti dal diritto internazionale umanitario, principalmente per la forma o il colore.
     
  2. Usurpazione: utilizzo dell’emblema da parte di enti o persone non autorizzate (p.es. farmacie, studi medici, ecc.).
     
  3. Perfidia: utilizzo dell’emblema in tempo di guerra per proteggere combattenti o materiale bellico. Tali abusi sono considerati crimini di guerra in conflitti armati internazionali e non.

Se si verificano le prime due forme di abuso, la Croce Rossa Svizzera reagisce non appena viene a conoscenza di un caso contattando la persona, l’azienda o l’istituzione interessata e richiedendole di cessare l’impiego del segno distintivo (p. es. ritirando il prodotto, modificando il logo, ecc.). In caso di rifiuto le trattative continuano fino all’avvio, se necessario, di una procedura giudiziaria.

La protezione dell’emblema è di estrema importanza in quanto ogni abuso – anche in tempo di pace – può ridurre la sua funzione protettiva e minare l’efficacia degli aiuti umanitari. La campagna del CICR Health Care in Danger è consacrata proprio a questa problematica.