Convenzioni di Ginevra

70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra

Le guerre esistono sin dall’alba dei tempi. Le leggi per la protezione della popolazione e degli edifici civili, invece, sono state introdotte solo 70 anni fa con le Convenzioni di Ginevra. Concepito a difesa delle vittime e per vietare l’uso delle armi più distruttive, il diritto internazionale umanitario ha una storia strettamente legata a quella del nostro Paese e della fondazione della Croce Rossa.

Dopo la sua tragica testimonianza sulla battaglia di Solferino del 1859, a Henry Dunant ci vollero solo cinque anni e un’attiva opera di persuasione per convincere 16 Stati a sottoscrivere un accordo per la protezione dei militari feriti. Si trattava della prima Convenzione di Ginevra, adottata nel 1864. In quello stesso anno, vale a dire un anno dopo la fondazione del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), nacque anche l’idea di creare delle Società nazionali della Croce Rossa. Altre due convenzioni, una per la tutela dei naufraghi e l’altra per quella dei prigionieri di guerra, seguirono tra la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo.

Finita la Seconda guerra mondiale, gli Stati erano pronti per un nuovo accordo internazionale e per modificare i tre già esistenti. Nel 1949 venne quindi approvata la Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra. Con la sua introduzione, avvenuta 70 anni fa, vide la luce la prima vera raccolta di norme a difesa della popolazione civile volta a disciplinare il sostegno umanitario. Le quattro convenzioni, i tre protocolli aggiuntivi del 1977 e del 2005 e il diritto consuetudinario costituiscono oggi le basi del diritto internazionale umanitario. Il CICR ne è il custode, mentre la Svizzera è lo Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra.

Uno studio condotto dal CICR nel 2016 ha indagato sull’opinione della popolazione in merito al diritto internazionale umanitario. Ne è emerso che due terzi dei partecipanti pensa che porre dei limiti alla guerra è ragionevole e che la violenza nei confronti dei servizi sanitari è inaccettabile: un’ampia maggioranza degli intervistati, infatti, disapprova nettamente gli attacchi a ospedali, ambulanze e personale medico.

«In tempi così travagliati è incoraggiante constatare che la grande maggioranza della gente crede nell’importanza delle norme belliche» (Peter Maurer, People on war, 2016)

Ancora oggi, però, sono molte le sfide legate ai conflitti che la comunità internazionale deve affrontare. Trovare soluzioni non è semplice e spesso sono i Paesi stessi a mettere in secondo piano i bisogni umanitari, privilegiando la loro sicurezza interna.

Un’analisi effettuata da CICR e Svizzera tra il 2011 e il 2019 ha dimostrato che oggi gli Stati hanno più difficoltà ad accordarsi su nuove leggi per disciplinare i conflitti armati e a verificare il rispetto di quelle in vigore. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: le norme esistenti vanno preservate. Continuiamo quindi a batterci a favore di questa recente conquista dell’umanità: il diritto internazionale umanitario.