Servizio di consulenza per visti umanitari della CRS

Visti umanitari 2018

Nel 2018 il Servizio di consulenza per visti umanitari della CRS è stato coinvolto nel 42 per cento delle procedure che hanno portato alla concessione di visti umanitari da parte della SEM. Rispetto all’anno precedente, a coloro che si sono rivolti alla CRS sono stati concessi più visti umanitari, anche se nel 2018 la SEM ne ha accordati complessivamente meno. La CRS si impegnerà anche in futuro a favore di procedure di concessione di visti umanitari sistematiche e personalizzate.

Anno  Numero di visti   Coinvolgimento CRS  
            (SEM)        

2018     222                          42% / 94 visti
2017     252*                        30% / 76 visti
*incl. categoria Siria II. Comunicato stampa della SEM del 25 marzo 2015

Informazioni dettagliate sui dati del 2018 relativi ai visti umanitari (disponibile in francese e tedesco) → il link

Il visto umanitario costituisce un comprovato strumento per garantire la protezione internazionale a persone la cui vita o integrità fisica è minacciata. Nel 2018 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha concesso 222 visti umanitari, 30 in meno rispetto all’anno precedente. Il Servizio di consulenza per visti umanitari della Croce Rossa Svizzera (CRS) è stato coinvolto nell’attribuzione di almeno 94 di suddetti visti, di cui 88 sono stati concessi a persone provenienti dalla Siria, 3 a cittadini turchi, e i restanti 3 a cittadini iracheni.

Nel 2018 in 2011 hanno usufruito del Servizio di consulenza per visti umanitari della CRS, che ha fornito loro soprattutto informazioni relative alle modalità con cui parenti e conoscenti possono entrare legalmente in Svizzera. A beneficiare di questo servizio sono state persone sia in Svizzera sia all’estero, principalmente in Siria, ma anche in Paesi come Libano, Turchia, Giordania e Iraq. Più della metà di esse, 1050, hanno ricevuto informazioni in merito alle condizioni per ottenere un visto umanitario e hanno beneficiato di sostegno per redigere e presentare la richiesta.

La vita familiare: un requisito fondamentale per una buona integrazione
Una valutazione preliminare condotta dal Servizio di consulenza della CRS ha identificato come “particolarmente precaria” la situazione di 184 persone corrispondenti a 52 richieste pervenute. Ha segnalato questi casi alla SEM, che ha concesso 22 visti (61 persone) per i casi che ha anch’essa giudicato come molto precari. La SEM non ha invece accolto le restanti 30 domande, riguardanti 123 persone che la CRS ha cercato di sostenere tramite altre modalità.

Come negli scorsi anni, la CRS ha constatato che la SEM fornisce solitamente riscontri positivi per domande che riguardano un ristretto numero di persone; per esempio, le richieste di famiglie numerose vengono tendenzialmente respinte, mentre sono spesso approvate quelle di persone particolarmente vulnerabili come genitori anziani e donne con figli minorenni. Uomini soli e famiglie intere hanno poche possibilità di ottenere un visto umanitario. La CRS considera la vita familiare come un diritto fondamentale e un prerequisito imprescindibile per l’integrazione e intende impegnarsi maggiormente nella tutela dell’unità familiare per rimediare alle limitazioni attuali.

Cos’è un visto umanitario?
La direttiva della SEM stabilisce che un visto umanitario può essere rilasciato se la vita o l’integrità fisica di una persona è minacciata nel rispettivo Paese d’origine o di provenienza, ad esempio in caso di conflitti armati e di minacce personali. In linea di principio le richieste di visto umanitario devono essere presentate direttamente presso una rappresentanza svizzera all’estero. Spetta poi alla SEM decidere se concedere il visto o meno.

Dalla fine del 2013 il Servizio di consulenza per visti umanitari della CRS presta assistenza a persone la cui vita o la cui integrità fisica è minacciata e che desiderano entrare legalmente in Svizzera.