Ciclone Idai

Al via la ricostruzione in Malawi

A distanza di sei mesi dal passaggio di Idai sull’Africa sud-orientale, in Malawi la CRS porta avanti i suoi aiuti e sostiene attivamente la ricostruzione.

Nella notte tra il 14 e 15 marzo 2019 il passaggio del ciclone Idai e, un mese più tardi, del ciclone Kenneth, ha causato danni immani in Mozambico, Malawi e Zimbabwe. La Croce Rossa Svizzera (CRS) è ancora oggi impegnata ad aiutare le vittime di questa catastrofe naturale e, dopo avere portato a termine i suoi soccorsi di emergenza in Mozambico, si concentra ora sulla ricostruzione in Malawi.

Alloggi temporanei e permanenti

È nel sud del Malawi che le inondazioni hanno provocato i danni maggiori ed è proprio lì che la CRS e le sue Società consorelle olandese, britannica e danese hanno avviato una fase di ricostruzione che durerà fino a giugno 2020 con l’obiettivo di fornire abitazioni permanenti alle famiglie più vulnerabili. Una specialista in edilizia e un esperto in logistica della CRS sono stati inviati sul posto per collaborare al progetto, di cui beneficeranno un centinaio di famiglie. I lavori fanno seguito alla fase di costruzione di alloggi temporanei e distribuzione di materiale per circa 170 famiglie, che si concluderà alla fine di quest’anno.

Durante il suo viaggio in Malawi in estate, il direttore della CRS Markus Mader ha constatato e osservato di persona i progressi fatti in materia di alloggi e gli edifici permanenti costruiti appositamente per resistere alle intemperie: «Così facendo contribuiamo a proteggere meglio gli abitanti dalle catastrofi», ha dichiarato.

I lavori di ricostruzione si aggiungono ai progetti sanitari, di donazione di sangue e di accesso all’acqua che la CRS sostiene e porta avanti già da diversi anni insieme alla Croce Rossa del Malawi.

Due cicloni devastanti

Quasi 1000 morti, 230 000 abitazioni totalmente o parzialmente distrutte, oltre 750 000 ettari di terreni agricoli resi inutilizzabili: la devastazione causata dai cicloni Idai e Kenneth è stata enorme e ha avuto gravi ripercussioni su innumerevoli persone in Africa sud-orientale.

Dopo il loro passaggio, la CRS ha avviato i suoi soccorsi di emergenza in Mozambico e inviato immediatamente un team di sette specialisti per fornire un aiuto logistico. Airbus ha messo a disposizione un aereo cargo e trasportato oltre 40 tonnellate di materiale e beni di soccorso forniti dalla CRS e dall’Aiuto umanitario della DSC. Durante i tre mesi successivi alla catastrofe, una ventina di specialisti del settore sanitario e logistico si sono dati il cambio per effettuare missioni sul posto. Fra questi anche un medico della CRS incaricato di formare i volontari a prevenire la diffusione del colera.