Consultazione del messaggio sulla cooperazione internazionale 2021-2024

Un successo svizzero che va portato avanti

Il 2 maggio il Consiglio federale ha posto in consultazione il Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024. La Croce Rossa Svizzera (CRS) auspica che il Consiglio federale intenda portare avanti anche in futuro un impegno incentrato sul sostegno ai Paesi più poveri per contribuire a una soluzione dei problemi su scala globale. La CRS si dichiara a favore della solidarietà e non di una politica imperniata sugli interessi della Svizzera. È importante continuare a concentrarsi sulla lotta alla povertà e aumentare i mezzi ad essa destinati.


La cooperazione internazionale della Svizzera ha alle spalle una storia ricca di successi. L’affidabilità dei suoi attori è nota e apprezzata in tutto il mondo. L’impegno internazionale per combattere la povertà, derivato dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dell’ONU e dalla conseguente Agenda 2030, è oggi più forte che mai e ha permesso agli abitanti della maggior parte dei Paesi in via di sviluppo di migliorare le loro condizioni di vita. Se nel 1990 nel mondo una persona su tre viveva al di sotto della soglia di povertà, oggi questo numero è sceso a una persona su dieci. Tali traguardi nonché la buona reputazione di cui la Svizzera gode grazie al suo impegno internazionale vanno preservati.

Concentrarsi sulla lotta alla povertà

Per la CRS è fondamentale che la lotta alla povertà resti al centro delle attività della cooperazione internazionale e che i mezzi ad essa destinati vengano aumentati. La Svizzera, in quanto Paese ricco e globalizzato, ha la particolare responsabilità di sostenere le prospettive di sviluppo dei meno privilegiati nei Paesi poveri. Nel 2011 il Parlamento ha deciso di impiegare lo 0,5 per cento del nostro prodotto interno lordo a favore della cooperazione internazionale. Sottoscrivendo l’Agenda 2030 dell’ONU, la Svizzera si è impegnata ad aumentare a medio termine tale percentuale ad addirittura lo 0,7 per cento. Queste promesse vanno mantenute.

La cooperazione allo sviluppo è un pilastro fondamentale della cooperazione internazionale. Nei Paesi poveri essa contribuisce a colmare le disuguaglianze e a migliorare le prospettive degli abitanti, migliorandone anche lo stato di salute. La CRS è convinta che se le persone sono sane, l’economia e le società progrediscono. Chi sta bene ha maggiori possibilità di uscire con le proprie forze dal tunnel della povertà. Migliorare la salute – punto centrale dell’opera della CRS – deve quindi rimanere uno dei principali aspetti della cooperazione allo sviluppo promossa dal nostro Paese.

Non mettere in contrasto aiuti umanitari e cooperazione allo sviluppo

La Croce Rossa è attiva in 191 nazioni per sostenere in modo duraturo le comunità e intervenire prima, durante e dopo una catastrofe. L’esperienza dimostra che la chiave per prestare aiuti efficacemente sta nel rafforzare gli attori statali e civili degli Stati interessati. In Paesi fragili e particolarmente esposti al rischio di disastri naturali, la CRS investe in maniera mirata nella preparazione degli abitanti e nella prevenzione, al fine di ridurre le perdite umane e i danni provocati da crisi e calamità. Ma questo impegno dà realmente i suoi frutti solo unendo prevenzione e soccorsi umanitari di emergenza con una cooperazione allo sviluppo a lungo termine. È per questo che la CRS richiede alla cooperazione internazionale svizzera di adottare un approccio in cui gli aiuti umanitari e la cooperazione allo sviluppo si completino a vicenda.

La cooperazione allo sviluppo non può servire gli interessi della Svizzera

Prestare aiuti allo sviluppo efficaci significa impegnarsi a lungo termine e migliorare le prospettive di vita degli abitanti. Un intervento isolato in un Paese particolarmente toccato da fuga e migrazione non rappresenta una soluzione. La Svizzera può raggiunge risultati più significativi impegnandosi a livello regionale nelle nazioni che accolgono il maggior numero di migranti, aiutandole a gestire tale fenomeno. La CRS invita il nostro Paese a non modificare la sua cooperazione internazionale per metterla al servizio dei suoi interessi di politica migratoria in un’ottica a breve termine, ma di impegnarsi, in primo luogo, laddove regna la povertà e, in secondo luogo, laddove gli essere umani soffrono a causa di conflitti e catastrofi naturali.