Messaggio sulla cooperazione internazionale 2021-2024

Lotta contro la povertà al centro

La Croce Rossa Svizzera (CRS) ha presentato la sua lettera di risposta alla procedura di consultazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024. Pur sostenendo in larga misura le proposte del Consiglio federale, l’organizzazione chiede di precisare alcuni punti e, in particolare, di mantenere al centro dell’impegno la lotta alla povertà e aumentare ad almeno lo 0,5 per cento del PIL svizzero i mezzi destinati alla cooperazione internazionale.

Priorità di una cooperazione internazionale solidale:
- Agenda 2030 come quadro di riferimento
- Lotta alla povertà al centro
- Più mezzi come stabilito in passato dal Parlamento
- Misure migratorie non basate su interessi propri a breve termine
- Fondo separato per finanziare le misure a favore del clima
- Salute di tutti come fattore centrale
- Collaborazione tra cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario e promozione della pace

La cooperazione internazionale rappresenta uno strumento efficace per investire in maniera duratura nelle generazioni future. La CRS è pertanto lieta che il messaggio sia incentrato sui temi dello sviluppo economico, dell’ambiente, dello sviluppo umano nonché della pace e del buongoverno – gli stessi attorno ai quali ruota l’Agenda 2030 dell’ONU per uno sviluppo sostenibile, adottata dalla Svizzera e i cui obiettivi devono guidare la cooperazione internazionale.

Grazie a un impegno internazionale oggi più forte che mai nella lotta alla povertà, le condizioni di vita degli abitanti di molti Paesi in via di sviluppo sono migliorate. Se nel 1990 nel mondo una persona su tre viveva al di sotto della soglia di povertà, oggi questo numero è sceso a una persona su dieci. Si tratta di un risultato raggiunto anche tramite un importante contributo della cooperazione internazionale svizzera. In questo ambito, infatti, il nostro Paese ha alle spalle una storia ricca di successi che va portata avanti.

Concentrarsi sulla lotta alla povertà

Benché la CRS sostenga il messaggio del Consiglio federale sulla cooperazione internazionale, nella sua lettera di risposta alla consultazione l’organizzazione propone che vengano precisati alcuni punti. È infatti di importanza fondamentale per la CRS che la lotta alla povertà resti al centro delle attività della cooperazione internazionale e che i mezzi ad essa destinati vengano aumentati. La Svizzera è un Paese ricco, ampiamente risparmiato da conflitti e catastrofi di grandi dimensioni, che trae largamente vantaggio dalla globalizzazione. Essa ha pertanto una particolare responsabilità nel sostenere le prospettive di sviluppo dei meno privilegiati nei Paesi poveri. Nel 2011 il Parlamento ha deciso di impiegare lo 0,5 per cento del nostro prodotto interno lordo a favore della cooperazione internazionale. Sottoscrivendo l’Agenda 2030 dell’ONU, la Svizzera si è impegnata ad aumentare a medio termine tale percentuale ad addirittura lo 0,7 per cento. Questi obiettivi vanno mantenuti.

Una politica efficace in materia di clima e sviluppo è nell’interesse della Svizzera

Vivere in un mondo in cui regna la stabilità e in cui il maggior numero di persone possibile sta bene è nell’interesse della Svizzera e contribuisce al nostro benessere e alla nostra sicurezza. Una cooperazione allo sviluppo efficace migliora le prospettive di vita a livello locale e rappresenta un investimento nelle generazioni future, ma richiede un impegno a lungo termine mirato alle esigenze e alle possibilità delle popolazioni del luogo. La CRS sconsiglia pertanto che la cooperazione internazionale dipenda dall’influenza che ha sulla Svizzera la fuga e la migrazione proveniente da un determinato Paese. Si raggiungono risultati più significativi impegnandosi nelle regioni interessate e aiutando in loco le nazioni che accolgono il maggior numero di migranti a gestire tale fenomeno. La CRS ritiene che la Svizzera non dovrebbe mettere i suoi aiuti umanitari e la sua cooperazione allo sviluppo al servizio della politica migratoria, bensì impiegarli al fine di ridurre la povertà.
La CRS constata con piacere che nel messaggio il contributo svizzero all’Accordo di Parigi sul clima rappresenta uno degli obiettivi strategici. Chiede però che il finanziamento delle misure climatiche non avvenga tramite il credito quadro riservato alla cooperazione internazionale, in quanto ciò significherebbe sottrarre fondi ai già ridotti mezzi destinati alla lotta contro la povertà.

Migliorare la salute delle persone

Nei Paesi poveri una cooperazione allo sviluppo a lungo termine contribuisce a ridurre le disuguaglianze e a migliorare le prospettive degli abitanti. Ciò include anche il miglioramento del loro stato di salute, ambito nel quale la CRS ha un’esperienza pluriennale. Le persone sane fanno avanzare l’economia e la società e hanno maggiori possibilità di uscire dal tunnel della povertà con le loro forze. Il miglioramento della salute dovrebbe quindi avere un peso maggiore all’interno del messaggio.

Aiuti umanitari e cooperazione allo sviluppo devono completarsi

Per quanto riguarda gli aiuti umanitari, il messaggio del Consiglio federale prevede di aumentare la percentuale destinata ai soccorsi di emergenza a breve termine sottraendola ai mezzi destinati alle misure di prevenzione e ricostruzione. L’esperienza maturata dalla CRS – presente in loco prima, durante e dopo una catastrofe insieme ai suoi partner del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa – dimostra invece che la chiave per prestare aiuti efficacemente sta nel rafforzare gli attori statali e civili degli Stati interessati. In Paesi fragili e particolarmente esposti al rischio di disastri naturali, la CRS investe in maniera mirata nella preparazione degli abitanti e nella prevenzione, al fine di ridurre le perdite umane e i danni provocati da crisi e calamità. Ma questo impegno dà realmente i suoi frutti solo unendo prevenzione e soccorsi umanitari di emergenza con una cooperazione allo sviluppo a lungo termine. È per questo che la CRS richiede alla cooperazione internazionale svizzera di adottare un approccio in cui gli aiuti umanitari e la cooperazione allo sviluppo si completino e rafforzino a vicenda.