Siria

Due pecore per un nuovo inizio

La guerra in Siria imperversa ormai da otto anni e ha costretto milioni di persone ad abbandonare il Paese. Oggi però sono sempre più numerose le famiglie che decidono di farvi ritorno e ricominciare una nuova vita. La CRS le aiuta a farlo fornendo loro pecore gravide.

Ad Al-Safira, nei pressi di Aleppo, gli scontri armati tra ribelli e truppe del governo sono andati avanti per settimane prima che queste ultime riprendessero il controllo della città siriana. Dopo di che, dal 2018, sono sempre più numerose le famiglie che decidono di fare ritorno nella loro patria nonostante la situazione continui a essere estremamente tesa. Dopo tanti anni di guerra pure qui, in questa regione un tempo nota per gli allevamenti di bestiame, è diventato estremamente difficile procurarsi abbastanza viveri per mantenere la propria famiglia e anche l’accesso all’acqua è limitato.

Insieme alla Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana e alla Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), la Croce Rossa Svizzera (CRS) aiuta 250 famiglie del posto a dare il via alla loro nuova vita. A ciascuna di loro vengono assegnate due pecore gravide e mangime per sei mesi. In caso di problemi e domande sul bestiame i volontari della Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana e i veterinari locali hanno tutte le risposte in merito. L’allevamento delle pecore e la produzione di latticini forniscono alle famiglie una rendita fissa.

Zakaria, fra i primi a ricevere le pecore della Croce Rossa, racconta: «Prima io e la mia famiglia vivevamo alla giornata, poi ho ricevuto le pecore e ho avuto una grande fortuna: una ha partorito un agnellino e l’altra una femmina. Ora, grazie all’allevamento e alla vendita del bestiame ho un’entrata assicurata». Oggi l’uomo possiede già 45 capi.

In futuro il progetto verrà esteso anche ad altri villaggi e famiglie.

La CRS, attiva in Siria dal 2016 e presente sul posto con una delegazione dal 2018, aiuta gli abitanti di diverse regioni a migliorare la loro salute fisica e psichica. Da anni presta inoltre sostegno a famiglie di profughi siriani rifugiate in Libano ed Egitto.