Giornata mondiale del rifugiato

Aiuti per gli sfollati in Siria

Il 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato, una ricorrenza che mira ad attirare l’attenzione sui milioni di persone attualmente in fuga in tutto il mondo. Nella sola Siria il numero degli sfollati interni costretti ad abbandonare i loro villaggi a causa dei continui conflitti supera i sei milioni. La CRS va in loro soccorso con diversi progetti sanitari e aprirà nelle prossime settimane la sua rappresentanza in loco.

Il perdurare della guerra in Siria sta causando una delle più gravi crisi mondiali di profughi. Dal suo scoppio a ora, oltre 11 milioni di siriani hanno dovuto fuggire. Di questi 6,2 milioni sono sfollati nel loro stesso paese. Quando si parla di rifugiati, però, spesso ci si dimentica di queste persone, a cui ci si riferisce con il termine di internally displaced persons. Eppure le sofferenze che patiscono da ormai sette anni sono atroci. In vaste zone della Siria prestare i soccorsi di cui la popolazione ha urgentemente bisogno è diventato molto pericoloso, ma ciò non arresta l’opera della Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana (SARC). Laurence Perroud, responsabile del programma della Croce Rossa Svizzera (CRS) in Siria, si è recata di recente sul posto ed è rimasta a bocca aperta davanti al lavoro dei volontari:

«Molti giovani lavorano giorno e notte. Si sono assunti una grande responsabilità e si impegnano alacremente per alleviare le sofferenze dei loro compatrioti».

In estese aree della Siria il conflitto armato ha praticamente paralizzato quello che un tempo era un sistema sanitario ben funzionante. I medici, gli infermieri e i lavoratori del campo sanitario sono morti, sono stati cacciati o sono fuggiti all’estero. Circa il 60 per cento degli ospedali e dei centri sanitari sono andati distrutti. Insieme alla Croce Rossa Danese, la CRS sostiene i servizi sanitari della SARC, tra cui il centro di salute di Suweyda nella parte sud-occidentale del paese, dove si stima che negli ultimi anni abbiano trovato rifugio oltre 100 000 sfollati. La regione è stata risparmiata dai peggiori scontri armati, ma le risorse e le infrastrutture pubbliche hanno raggiunto il limite delle capacità, soprattutto in ambito sanitario. Il centro sostenuto dalla CRS rappresenta un punto di riferimento per 20 000 sfollati e offre loro accesso a prestazioni sanitarie di base, ginecologiche e pediatriche. Le offerte gratuite includono anche l’assistenza psicosociale di cui vi è estremamente bisogno. La CRS sostiene le attività della SARC anche ad Aleppo, dove una clinica mobile fornisce cure oftalmologiche alla popolazione, sia nelle zone urbane che nei centri più isolati.

In Siria la CRS intende operare su una prospettiva a lungo termine e sviluppare i suoi progetti, come conferma Laurence Perroud: «Stiamo creando la nostra rappresentanza sul posto. Da luglio la nostra delegata coordinerà da Damasco i programmi e la collaborazione con i nostri partner». La CRS continuerà infine ad aiutare famiglie di profughi siriani rifugiate in Libano ed Egitto.