Coronavirus

CRS: nuovi centri per il depistaggio del coronavirus tra la popolazione

La Croce Rossa Svizzera contribuisce attivamente al depistaggio del coronavirus tra la popolazione. Insieme al Cantone di Berna e a scienziati illustri e d’intesa con la Confederazione, la CRS ha elaborato una procedura che potrebbe essere estesa a tutto il territorio nazionale. Su incarico del Cantone di Berna, giovedì 2 aprile apre il primo centro di test per il depistaggio del coronavirus a cui sarà possibile accedere senza la richiesta di un medico.

Informazione: dopo tre mesi di attività, il 26 giugno 2020 è stato chiuso il centro drive-in di Berna per il depistaggio del coronavirus. Sul posto non verranno più effettuati tamponi. Informazioni sul Covid-19 e su cosa fare in caso di sintomi sono riportate sul sito dell’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

 

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È sufficiente rispondere alle domande di un semplice modulo online per sapere se è consigliato sottoporsi a un tampone: in caso di risposta positiva si riceve un apposito ticket. I tamponi potranno essere effettuati in grandi quantità grazie alla presenza sul posto di operatori sanitari appartenenti alla Federazione svizzera dei samaritani (FSS) e alla Società Svizzera delle Truppe Sanitarie (SSTS). Gli esperti in logistica della CRS supportano la Confederazione nell’acquisto del materiale necessario. 

È stato allestito all’interno del sito di BERNEXPO il primo centro di test per il depistaggio del coronavirus a Berna. Con una capacità di 200 a 300 tamponi al giorno, la struttura è un progetto pilota approvato dalla Confederazione che sarà sottoposto a esame e potrà essere esteso ad altre parti della Svizzera. I centri vengono allestiti in zone facilmente accessibili in automobile (drive-in), in modo che i tamponi possano essere effettuati rapidamente e in maniera sicura su pazienti che non devono scendere dai loro veicoli.

La CRS può sfruttare la sua esperienza nel campo dei soccorsi internazionali in caso di catastrofe, come ad esempio durante l’epidemia di Ebola. D’intesa con la Confederazione, i suoi specialisti in logistica hanno procurato e ordinato grandi quantità di tamponi, che continuano a scarseggiare e che saranno utilizzati in maniera mirata, e di ulteriore materiale – fra cui mascherine, occhiali e camici di protezione. In tal modo sarebbe possibile allestire un numero sufficiente di centri di depistaggio anche in altri cantoni. Il materiale sarà in parte destinato anche alle strutture sanitarie. Fra gli articoli acquistati ad uso della Confederazione vi è anche un milione di test sugli anticorpi, che analizzano le difese immunitarie di un soggetto colpito e valutano se, una volta scomparsi i sintomi, la persona può ricominciare la sua normale routine e ritornare al lavoro. Questi test verranno effettuati dai centri in una seconda fase, una volta che ne sarà verificata l’attendibilità; al momento i centri si occupano esclusivamente di determinare se una persona è positiva al virus o meno.

Centri funzionanti grazie alla Federazione dei samaritani e alla Società Svizzera delle Truppe Sanitarie

Oltre a mettere a disposizione il materiale, la CRS è incaricata del funzionamento dei centri di depistaggio. Circa 5000 samaritane, samaritani e membri della SSTS ben formati e non appartenenti ai gruppi a rischio costituiscono infatti il personale sanitario incaricato di eseguire i tamponi sotto la supervisione di infermieri della CRS e medici del City Notfall e dell’ordine dei medici della Città di Berna e regione. Medgate si occupa di comunicare l’esito del test alle persone risultate positive al virus e di garantire la loro assistenza telemedica. La cooperativa professionale dei farmacisti svizzeri (OFAC) mette a disposizione il software per la prenotazione online