Terremoto in Italia

«Il coraggio di questa gente è ammirevole»

Dopo il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale facendo quasi 300 morti, gli abitanti cercano ora di ritrovare una quotidianità il più possibile normale. I volontari della Croce Rossa Italiana li sostengono e sono colpiti dal loro grande coraggio.

Il catastrofico terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il Centro Italia ha fatto quasi 300 morti. Oltre 2000 donne, uomini e bambini hanno perso la loro casa e vivono attualmente in alloggi provvisori. Volontari della Croce Rossa Italiana (CRI) specializzati nel sostegno psicologico aiutano le famiglie. Ad Amatrice, il centro più colpito, la cucina mobile della Croce Rossa serve ogni giorno pasti caldi a 800 sfollati.

I soccorritori continuano a operare a pieno ritmo: distribuiscono viveri, articoli da toeletta, coperte e vestiti. La Croce Rossa è al fianco degli abitanti anche nei ripari provvisori dove sono sistemate numerose famiglie rimaste senza tetto. Si continua intanto a scavare tra le macerie alla ricerca di persone sepolte, anche se ormai non c’è più speranza di trovare superstiti.

Piero Altissimi, un membro dell'équipe di salvataggio della CRI racconta: «Quando poco dopo il terremoto siamo arrivati ad Amatrice ci si è presentato un paesaggio apocalittico: la quasi totalità degli edifici erano crollati. Siamo riusciti a estrarre dalle macerie 20 persone ancora vive, ma il lavoro è stato angoscioso. Abbiamo ad esempio cercato il figlio 34enne di una madre disperata e purtroppo lo abbiamo ritrovato senza vita.» Il collaboratore e i suoi colleghi della Croce Rossa di Roma sono colpiti dal coraggio dimostrato dalla popolazione dei comuni colpiti. Piero Altissimi aggiunge: «Quasi tutti hanno perso dei familiari in questa tragedia, eppure le persone ci hanno sostenuto in ogni modo possibile e ci hanno persino dato da mangiare.»

La Croce Rossa Svizzera (CRS) ha offerto il suo aiuto ai colleghi in Italia, ma l’intervento non è stato richiesto. La CRS ha intanto attivato una raccolta di fondi per la popolazione colpita dal sisma e provvederà a destinarli alla CRI perché possa continuare a prodigare gli aiuti di emergenza.

Per motivi di logistica la CRS non può accettare doni in natura e indumenti. La CRS non rilascia documenti per l’importazione di doni in natura in Italia. Inoltre, l’organizzazione non può impiegare volontari: per i soccorsi di emergenza dopo le catastrofi si fa ricorso esclusivamente a specialisti appositamente formati.