Etiopia: Quando la pioggia non arriva

Lotta contro la siccità in Etiopia

Un filtro fornito dalla CRS rende potabile l’acqua torbida. Questo è però solo l’ultimo stadio di un duro lavoro di preparazione per permettere l’accesso all’acqua agli abitanti dell’arida regione di Moyale. Grazie ai bacini di raccolta dell’acqua piovana, anche alla fine della stagione secca rimane una riserva idrica che deve però essere prelevata a fatica dal terreno.

L’Etiopia appartiene a un’altra dimensione, nel vero senso della parola. Qui quando il sole sorge è l’ora zero e quando tramonta sono le dodici. Il calendario etiopico ha tredici mesi ed è indietro di sette anni e nove mesi rispetto al nostro. 

In Etiopia quasi niente è come da noi

In Etiopia quasi niente è come da noi. Nel cielo grigio come l’acciaio, le nuvole sembrano batuffoli di cotone e sono così basse che si ha quasi l’impressione di poterle toccare. Le montagne di origine vulcanica si elevano oltre sconfinati spazi deserti, come nell’orizzonte offuscato di uno sfondo cinematografico. Le strade – quando esistono – sono talmente accidentate che ci vogliono fino a tre ore per percorrere 80 chilometri in auto. Non ci sono praticamente norme stradali: ognuno usa la strada come preferisce, secondo il proprio ritmo: pedoni, bambini che giocano, veicoli di ogni tipo, bestiame… A volte c’è la corrente, a volte no: è una questione di fortuna. Quando c’è il sole la temperatura può salire fino a 45 gradi e quando piove l’acqua si riversa improvvisamente come una cascata dal cielo. 

Preservare l’acqua

Nel sud dell’Etiopia la pioggia è un evento molto raro. La zona di confine con il Kenya è una delle regioni d’intervento della Croce Rossa Svizzera (CRS). Intorno alla città di frontiera di Moyale, la carenza di acqua è costante: per questo i bambini sono felici quando ricevono bottiglie d’acqua e non solo giocattoli o dolci come nelle altre parti del mondo. «Highland, Highland», gridano i ragazzini quando si avvicina il veicolo della Croce Rossa. Highland, è il nome dell’acqua minerale imbottigliata nell’altipiano nel nord dell’Etiopia. Quando i piccoli ne ricevono una bottiglia sono fuori di sé dalla gioia.
Qui i periodi di siccità costituiscono ogni anno una minaccia per l’uomo e gli animali domestici. Verso la fine della stagione secca le riserve d’acqua sono ormai terminate e di conseguenza anche il cibo scarseggia. Per preparare la popolazione locale ad affrontare le catastrofi, la CRS opera insieme alla Società locale della Croce Rossa con il sostegno della Catena della solidarietà per migliorare a lungo termine le condizioni di vita degli abitanti di questa zona (vedi pag. 8). Grazie al loro aiuto 25 000 persone hanno un migliore accesso all’acqua. Ma nel programma rientrano anche le misure igienicosanitarie: volontari appositamente istruiti vanno nei villaggi per spiegare alla popolazione come salvaguardare la salute e incoraggiare le famiglie a dotarsi di latrine.

Latrine per la sicurezza

Mawo Eya, una donna di 35 anni che vive con i suoi figli in un remoto villaggio a nord di Moyale, ha seguito il consiglio della Croce Rossa e ha fatto costruire una latrina di fianco alla sua casa, con conseguenze positive non solo dal punto di vista igienico. Se prima poteva andare a cercarsi un posto tranquillo all’aperto solo quando faceva buio, ora può soddisfare i suoi bisogni fisiologici a qualsiasi ora del giorno.

«Da quando c’è la latrina mi sento meglio e anche più sicura.»

Seguendo i consigli dei volontari, Mawo Eya e i suoi figli si lavano anche più spesso le mani con il sapone. «Ora siamo raramente malati e grazie alla latrina mi sento meglio e anche più sicura», dice. Mawo Eya non è l’unica a pensarla così. Quando c’è una latrina vicino alla loro casa le donne hanno meno timore di essere violentate, molestate o attaccate da animali feroci.

Acqua a prezzo di un duro lavoro

Des précipitations dévastatrices
Le barrage de Boji ainsi que d’autres ouvrages hydrauliques et collecteurs d’eau construits par la CRS dans la région de Moyale ont été sérieusement endommagés en 2015 à la suite de pluies torrentielles. La CRS a décidé de ne pas remettre en état le barrage de Boji. D’une part, le sol est encore saturé des flots qui se sont déversés lorsque la digue a cédé. D’autre part, les habitants ont pu, au cours de la longue saison sèche de 2016, creuser des trous afin d’accéder à des poches d’eau. Enfin, des bassins de rétention supplémentaires destinés à assurer l’approvisionnement en eau sont actuellement installés dans la région.

La nuova diga costruita a due chilometri da casa sua, garantisce a Mawo Eya l’approvvigionamento e questo facilita enormemente la sua vita quotidiana. Prima della costruzione della diga, ogni giorno la donna doveva andare molto più lontano ad attingere l’acqua necessaria per la famiglia, gli animali e l’orto. In un normale periodo di siccità il bacino della vicina diga contiene abbastanza acqua per soddisfare le esigenze degli abitanti e degli animali dei villaggi circostanti. «È una sensazione bellissima. Non ho più la costante preoccupazione di come fare a procurarmi l’acqua nei periodi secchi. La mia vita è diventata molto più facile», afferma la donna, mamma di Aroba di 8 anni, Bato di 6 anni e Shoba di 6 mesi. «Venite, voglio mostrarvi il mio cammello», ci dice Mawo Eya. Non lontano dalla casa si trova l’imponente animale che ora, alla fine del periodo di siccità, è diventato molto magro: gli animali faticano a trovare il cibo, il terreno è arso, le piante sono secche. La donna dice di avere ricevuto l’animale dalla CRS nel 2011, dopo la gravissima carestia.  «Fategli una foto, questo cammello finora ha aiutato me e i miei figli a sopravvivere e di questo sono molto grata.» La vendita di una parte del latte le permette di guadagnare qualche soldo per comprare il cibo. 
A un’ottantina di chilometri a est di Moyale c’è il villaggio di Boji, raggiungibile con un veicolo solo nei periodi di siccità. La CRS vi ha riparato la diga e, dopo un periodo di precipitazioni abbondanti, qui si possono conservare 300 milioni di litri d’acqua corrispondenti alla quantità contenuta in 140 piscine da 50 metri. Questa riserva garantisce alle persone e agli animali della regione di disporre di acqua per un anno intero. Al momento della nostra visita, alla fine del periodo di siccità, l’acqua è quasi terminata.

A casa prima di cucinare bisogna purificare l’acqua con i filtri

Per arrivare agli ultimi residui d’acqua gli uomini del villaggio hanno scavato delle profonde buche e prelevano il liquido marrone con un recipiente. Intanto cammelli, capre, bovini e asini aspettano assetati agli abbeveratoi. Le donne trascinano a casa le taniche con l’acqua: una volta arrivate, purificano il liquido melmoso con i filtri della CRS prima di usarlo per bere o cucinare. Per noi, che a casa nostra possiamo aprire il rubinetto e far scorrere a volontà acqua chiara, fresca e pulita, tutto questo è molto impressionante. Ed è anche un’ulteriore dimostrazione che l’Etiopia effettivamente appartiene a un’altra dimensione.